48. ALTRI SEGNI D'AMORE
PER LE CREATURE
1600 51. Quando si lavava le mani, sceglieva un posto
dove l'acqua non venisse pestata con i piedi.
E se gli toccava camminare sulle pietre, si muoveva con delicatezza
e riguardo, per amore di Colui che è chiamato "Pietra".
Allorché recitava il versetto del salmo: Sulla pietra
mi hai innalzato, lo trasformava per devozione e reverenza
così: «Sotto i piedi della pietra mi hai innalzato».
Al frate che andava a tagliare la legna per il fuoco, raccomandava
di non troncare interamente l'albero, ma di lasciarne una
parte. Diede quest'ordine anche a un fratello del luogo dove
egli soggiornava.
Diceva al frate incaricato dell'orto, di non coltivare erbaggi
commestibili in tutto il terreno, ma di lasciare uno spiazzo
libero di produrre erbe verdeggianti, che alla stagione propizia
producessero i fratelli fiori. Consigliava all'ortolano di
adattare a giardino una parte dell'orto, dove seminare e trapiantare
ogni sorta di erbe odorose e di piante che producono bei fiori,
affinché nel tempo della fioritura invitino tutti quelli
che le guardano a lodare Dio, poiché ogni creatura
sussurra e dice: «Dio mi ha fatta per te, o uomo».
Noi che siamo vissuti con lui, lo abbiamo visto sempre dilettarsi
intimamente ed esteriormente di quasi ogni creatura: le toccava,
le guardava con gioia, così che il suo spirito pareva
muoversi in cielo, non sulla terra.
1601 Questo è evidente e vero, che cioè
Francesco ricevette molte consolazioni dalle creature di Dio.
Infatti, poco prima della morte, egli compose le Laudi del
Signore per le sue creature, allo scopo d'incitare il cuore
degli ascoltatori alla lode di Dio, e perché il Creatore
sia esaltato nelle sue creature.